1865 - I progetti del Poggi per Firenze Capitale

La Firenze di inizio Ottocento si presentava con una struttura urbana che poco si discostava dall’immagine impressa dai Medici prima e dai Lorena poi: possenti mura difensive, imponenti porte, edifici monumentali e vasti spazi destinati a giardini e orti. La designazione a Capitale del regno di Italia nel 1864 ed il conferimento effettivo del ruolo nell’anno seguente rese  però necessario un ripensamento generale del tessuto urbano al fine di adeguare la città alle nuove funzioni e al nuovo rango.

Il Piano Poggi nella prima versione del 1865

Con una certa urgenza il Comune commissionò all'ingegnere Giuseppe Poggi un vero e proprio Piano Urbanistico che fu consegnato il 18 febbraio 1865. Il Piano prevedeva interventi in più punti della città al fine di imprimere un volto moderno e celebrativo e, non da ultimo, in grado di rispondere alla crescita demografica e alle conseguenti esigenze funzionali e ricreative. I lavori durarono cinque anni e lo stesso Poggi, in una minuziosa relazione "Sui lavori per l'ingrandimento di Firenze", fornì dettagliate spiegazioni per le scelte adottate dalla grande scala a quella di dettaglio.

Planimetria di progetto per il Viale di Colli del 1865

Tra questi interventi il Viale dei Colli si presentava come uno straordinario sistema urbanistico e paesaggistico con cui Poggi volle estendere il perimetro del confine urbano ricalcando idealmente la geometria delle antiche mura e aprendosi su un parco concepito secondo il gusto romantico per il giardino all’inglese allora in voga. Questo sistema di verde pubblico era stato inoltre integrato con viali “con vista” importanti per ammirare il panorama e al tempo stesso per collegare i lussuosi villini destinati a quella borghesia che nel tempo aveva acquisito un peso economico e politico sempre più rilevante. 

Foto d’epoca verso San Miniato

Foto d’epoca verso Firenze

Il percorso concepito per collegare Porta Romana e Piazza di San Niccolò si intersecava con il Parco del Bobolino e Piazzale Galileo per culminare con la grande terrazza di Piazzale Michelangelo con la Loggia che, da spazio museale quale sarebbe dovuto diventare, fu trasformata in elegante Caffè diventando nel giro di poco tempo una vera e propria icona della Città. 

Foto d’epoca Loggia del Belvedere

Per raggiungere la terrazza dalla città e per risolvere i problemi di stabilità del terreno Poggi concepì un sistema di rampe che dalla Torre di san Niccolò risale la collina riprendendo formalmente la scalinata per San Miniato.

Foto d’epoca Scalinate